REST STOP – John Shiban
Il film parte ricalcando un’idea già utilizzata per l’ottimo The Vanishing, ribaltandone però la situazione: non è più la ragazza che scompare entrando nell’autogrill ma il suo fidanzato Jesse (Joey Mendicino) con tutta l’autovettura. La tram in breve: la giovane Nicole (Jaimie Alexander) si trova abbandonata in una fatiscente area di ristoro, braccata da un misterioso individuo con il quale inizia un terrificante gioco del gatto col topo, reso ancora più terrorizzante dalle soprannaturali presenze che infestano i bagni dove si svolge l’assedio.
Il plot di questo thriller/horror adrenalinico ricalca per certi versi Duel, ma il regista John Shiban vi aggiunge la componente serial killer per attualizzare il tutto. Da una trama che è poco più di un pretesto non deve essere stato facile realizzare un film serrato, in grado di tenere col fiato sospeso lo spettatore per 90 minuti senza annoiare, ma grazie anche ad una serie di trovate divertenti quanto crudeli, la scommessa di Rest Stop è stata vinta.
Ovvio che non bisogna aspettarsi nient’altro che un sano e ruspante B-movie da gustarsi con le mani strette alla sedia e gli occhi sbarrati. La protagonista, inoltre, pur con qualche eccesso patetico, funziona alla grande permettendoci di entrare in completa empatia con il suo terrore. Guardando questo film, inoltre, è facile immedesimarsi in una situazione sgradevole nella quale ci si trova prigionieri di un luogo e di uno sgradito visitatore che va e viene per l’area di servizio, demolendo gradualmente tutte le speranze di sopravvivenza.
Nel contesto horror trovano spazio inquietanti presenze (vittime del maniaco), trasformate in fantasmi sputasangue. Di grande effetto inoltre le richieste d’aiuto vergate sulla porta della toilette, che testimoniano un lungo corso delle gesta del serial killer. Un po’ debole, invece, Joseph Lawrence nella parte del sergente di polizia con gli arti maciullati dal camioncino che chiede disperatamente di essere ucciso dalla nostra sventuarata eroina, praticamente il moribondo più logorroico della storia del cinema.
Anche la famiglia di pazzi che gira nel camper con il figlio freak che scatta foto con una polaroid è poco più di una macchietta, un riempitivo, anche se arricchisce notevolmente l’aurea d’inquietudine di un luogo malsano in cui tutti prima o poi potremmo finire dentro. Un film senza pretese che ci regala grandi emozioni inaspettate, che di questi tempi rappresentano senz’altro un regalo più che gradito.
VOTO: 6.5/10
Regia: John Shiban
Cast: Jaimie Alexander, Joey Mendicino, Deanna Russo
Durata: 80 minuti
USA, 2006