I GUARDIANI DELLA GALASSIA – James Gunn
Prendete un essere tanto spietato quanto potente dal nome Ronan (Lee Pace) e una pietra dal potere così immenso da distruggere l’intero universo, e avrete sicuramente capito come le due cose insieme possono comporre una miscela letale per la prosperità di qualsiasi specie vivente nello spazio! Solo una squadra sgangherata di antieroi può tentare di avere la meglio e a ripristinare (forse) l’ordine nel cosmo: i Guardiani della galassia.
Peter Quill (Chris Pratt) è l’unico essere umano del gruppo dei Guardiani; rapito dagli alieni da bambino, trovava sfogo per la rabbia repressa per la morte della madre nell’ascolto del proprio walkman. L’unica musicassetta (rigorosamente copiata, come da tradizione anni ’80) a sua disposizione era e continua ad essere anche da adulto la colonna sonora della vita, l’unico contatto con una civiltà umana.
Peter cresce e viene educato dai propri rapitori che altri non sono che un manipolo di mercenari spaziali capitanati da Yondu (Michael Rooker) ma, nonostante questo, mantiene sempre quella bontà d’animo tipica della madre e quel minimo di senso dell’onore che lo spingono sempre a fare la scelta giusta. Peter è una sorta di pirata spaziale con un sorriso sornione sempre sulle labbra, uno a cui si possono perdonare tutti i peccati.
Oltre Peter ci sono Rocket (doppiato da Bradley Cooper) e Groot (doppiato da Vin Diesel) una coppia di inseparabili amici. Rocket è un procione dal quoziente intellettivo molto alto, frutto di un’ingegneria genetica malata, e Groot è il suo braccio destro tanto forte quanto stupido, dalle sembianze di un Ent (Il Signore degli anelli). Al gruppo si aggiungono Drax il distruttore (Dave Bautista), in collera con Ronan per aver sterminato la sua famiglia, e Gamora (Zoe Saldana) alla ricerca disperata della pietra sottratta da Ronan.
James Gunn è al timone di questo film targato Marvel Studios, deciso a perdere quell’alone di serietà doverosa per personaggi come gli Avengers per dar vita ad un esercito strampalato di antieroi, una sorta di “anti-Avengers”. Il clima che si respira ne I guardiani della galassia è estremamente divertito e divertente, non ci si prende mai sul serio neanche prima del fatidico scontro finale, quando Peter improvvisa un Karaoke di fronte Ronan con tanto di balletto.
Come è possibile immaginare ci sono infinite citazioni agli anni ’80 (non mancano rimandi a Kevin Bacon e simpatico è il cameo di Glen Close), esilaranti siparietti, intuizioni di sceneggiatura e atmosfere accattivanti, con un Gunn sempre pronto a strizzar l’occhio verso lo spettatore con intelligenza. Tuttavia manca qualcosa. A visione terminata de I guardiani della galassia si ha come la percezione che manchi il mordente necessario a rendere una storia come questa al livello di altre narrate, specialmente nei citati anni ’80. Il film comunque scorre via, è godibilissimo, scivola con la marcia giusta ma non riesce a strafare. Rimanete oltre i titoli di coda.