THE CREATOR – Gareth Edwards
In un futuro dominato dalla tensione tra umani e IA, un ex soldato si ritrova coinvolto sia da motivi personali che militari in una missione per fermare una pericolosa arma in procinto di essere rilasciata dall’AI.
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In un futuro dominato dalla tensione tra umani e IA, un ex soldato si ritrova coinvolto sia da motivi personali che militari in una missione per fermare una pericolosa arma in procinto di essere rilasciata dall’AI.
Sulla carta poteva essere un successo completo o un fallimento completo, quella che ne esce fuori è un’operazione estremamente intelligente che riesce in maniera furba a far dimenticare allo spettatore i difetti che ha. Barbie è un film di poco meno di due ore che scorrono meravigliosamente cavalcando l’onda del musical, degli stereotipi e che più di una volta fanno fare un grosso sospiro al pubblico.
Quando si giudica una performance attoriale o artistica in generale sarebbe sempre preferibile scindere le vicende personali dell’artista dai fatti narrati nel film. Il rischio è di provare una sorta di patetismo nei suoi confronti, che non è sano ai fini del giudizio, ma nel caso di The Whale (l’ultimo lavoro con Darren Aronofsky alla regia) i parallelismi sono inevitabili.
Esistono amicizie che viaggiano su binari privilegiati che, come quegli arbusti che crescono in montagna, hanno bisogno di pochissima cura, pochissima acqua e nutrimento, solo perché hanno radici talmente forti e salde che neanche gli inverni più duri o la tempesta più potente riescono a scalfire.
Come ben sanno gli scrittori più affermati, uno degli argomenti più difficile da affrontare è la propria vita privata. Se non altro perché il rischio che la retorica, sia troppo buonista che cinica, si impadronisca dei fatti narrati è dietro l’angolo. Anche per questo si approda ad una scrittura di questo genere quando ormai ci si è avviati lungo il viale del tramonto.
Si tratta di un UFO o c’è qualcos’altro nascosto? Nuvole fluttuanti nel cielo come ammassi dietro cui possono nascondersi sorprese o semplici fenomeni atmosferici? E, specialmente, cosa c’entra una scimmia assassina o ancor più specificatamente, una scimmia che diventa omicida nel momento in cui è costretta a girare una sit-com? Continue Reading…
Difficilmente capita un’opera filmica odierna, scritta in maniera così intelligente da rappresentare un barlume di speranza per chi crede ancora che una buona idea, un adeguato sviluppo della stessa e un’intelligente caratterizzazione dei personaggi, siano fondamentali per la riuscita tanto di un libro quanto di un film.
L’elaborazione del lutto potrebbe essere il tema principale di quest’ennesimo adattamento di Batman. La storia per sommi capi la conosciamo tutti, ma Matt Reeves ne propone una particolare, oscura, dalle connotazioni decise, angosciose che ci fanno precipitare insieme a Bruce Wayne nella sua Bat-Caverna costellata di dubbi atroci, paure e dove in fondo al tunnel non si intravede una luce salvifica ma solo un unico, irrevocabile messaggio: “Vendetta”.
E’ meglio sedare subito il campo da ogni dubbio, la trama di questo adattamento cinematografico di Cyrano non è stata toccata, almeno non nei punti salienti, per cui i puristi dell’opera di Edmond Rostand potranno stare tranquilli. Ovviamente sono i dettagli che fanno di quest’opera un’ opera moderna e sempre attuale.
“Vietato piangere” è la scritta che si può leggere chiaramente nell’ufficio di Arthur Howitzer Jr. (Bill Murray), fondatore del giornale The French Dispatch of the liberty, Kansas Evening Sun. Neanche in caso di morte del fondatore stesso!