FUORI DAL CORO – Sergio Misurarca
La commedia all’italiana e il poliziottesco anni ’70 si fondono insieme per l’esordio di Sergio Misuraca che prima di questo film ha tentato, come molti suoi connazionali, la fortuna come attore negli States.
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La commedia all’italiana e il poliziottesco anni ’70 si fondono insieme per l’esordio di Sergio Misuraca che prima di questo film ha tentato, come molti suoi connazionali, la fortuna come attore negli States.
Nel corso degli anni Paolo Sorrentino si è ritagliato un posto di tutto rispetto sia nel panorama cinematografico nazionale che in quello internazionale. La sua marcata componente autoriale si riscontra fin dalla primissima opera L’uomo in più (2001), accolto tiepidamente dalla massa che poi lo ha riscoperto grazie al successo de Le conseguenze dell’amore (2004), vera e propria consacrazione al grande pubblico.
I Cecchin sono una nobile famiglia del trevigiano le cui redini vengono tenute ben salde dalla ferma mano di Mara (Piera Degli Esposti), costretta all’immobilità nel suo letto a causa dei dolori della vecchiaia. Ormai vedova da un bel po’ di anni, ella non fa altro che ricordare i bei tempi senza smettere mai di redarguire il figlio Gualtiero (Neri Marcorè), dicendogli quanto duro lavoro ci voglia per costruire un impero come quello che suo padre edificò cercando fortuna in Argentina.
Lara è una madre a dir poco ansiosa, impossibilitata a vivere una vita senza aver tutto sotto controllo, Ettore è l’ex marito, cullato nell’oblio del dolce far niente nonostante vezzi artistici mai veramente coltivati, Giacomo è il figlio piccolo della coppia, in procinto di mettersi alla prova con l’esame di terza media e pronto a dichiararsi ad una coetanea, Emma è la figlia maggiore, ribelle e dal complicato rapporto con la madre.
26 Ottobre 2013. Una giornata per sigillare i ricordi di oggi per gli spettatori di domani, momenti che iniziano dal lento procrastinare del sonno sotto le lenzuola, passa attraverso il pranzo (sacro) in famiglia e corona con il calar della sera. Secondi, brevi frammenti che raccontano l’Italia di oggi, congelata per un giorno, da nord a sud e anche fuori dai confini portata tra le braccia di chi si è allontanato (o dovuto allontanare). Istanti di nascita e di morte, di calore e di freddo. Istanti veri, istanti vissuti, istanti passati, istanti presenti, istanti futuri.
Un autobus esce fuori dalla carreggiata, morte e disperazione si sollevano nell’aria in una coltre di fumo mentre una pattuglia della polizia si precipita sul posto. Un cabarettista recita stancamente le medesime battute da molti anni, cadendo nel gorgo del dimenticatoio e portandosi dietro un peso che non potrà dimenticare. Uno dei poliziotti accorsi sul luogo dell’incidente decide di tornare nel luogo dove ha abbandonato la propria famiglia, una superstite dell’incidente lo insegue innamorata, il cabarettista cerca vendetta nel medesimo luogo.
2031. Una gelida apocalisse ha decimato il mondo, la Terra ricoperta di ghiaccio rende impossibile la vita e i pochi sopravvissuti vivono in un treno. Un immenso treno che viaggia su un unico binario attraversando il pianeta, conservando nel proprio stomaco una società multietnica, residuato delle popolazioni che furono.
Un cameriere termina il proprio turno, è notte, inforca la bicicletta e inizia ad inerpicarsi tra le strade fredde e buie della Brianza. È una serata diversa, particolarmente gelida, il calore di un whiskey, l’enfasi di una pasticca o la pura e semplice follia (da scoprire alla fine) muovono gli arti di chi sta seduto sul sedile di guida, sfrecciando quasi silenziosamente … e colpendo il ciclista.
Un albergo e le sue regole. Pulizia, cordialità, precisione, puntualità, rispettare le aspettative del cliente e o meglio andare oltre. Irene (Margherita Buy) è un’ispettrice alberghiera, sempre tra le nuvole da un paese all’altro, da un idioma all’altro, attenta al suo lavoro anche se a discapito della propria vita privata.
Clara lavora come pediatra in Spagna, Ines è una giornalista in ascesa in Francia, Betty affianca l’arrogante marito nell’azienda di famiglia in Italia. Tre donne, tre paesi diversi, un unico fattor comune: Sandro Lanza, il padre.
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