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Un autolavaggio gestito dalla stravagante Ms. Johnson (Debbie Rochon), pin-up seminude ricolme di schiuma, automobili, una tavoletta ouija e un assassino – meglio noto col nome di “Chef” – fatto resuscitare in maniera alquanto bizzarra. Sangue (?), sesso (?) e … nient’altro.
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Posted dicembre 9th, 2011. Add a comment

Il sottile equilibrio di Crane si infrange quando si convince che sta naufragando nel vuoto della sua stessa esistenza. La sua donna è la prima vittima di una follia omicida che troverà dimora in una congrega di esaltati, che torturano e massacrano una spogliarellista durante una sorta di spettacolo. Anche loro, tuttavia, subiranno la follia di Crane, annegando in un mare di sangue.
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Posted dicembre 9th, 2011. Add a comment

Un bianco e nero oppressivo avvolge il ritorno a casa notturno di una giovane donna. I suoi passi procedono sicuri, fin quando a questi non si aggiungono quelli di altri due piedi. Un’ombra … l’ombra di un uomo che sembra essere molto intenzionato a seguirla.
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Posted dicembre 9th, 2011. Add a comment
S’aggrega al folto gruppo di pellegrini sull’arcana via della possessione diabolica, il regista Federico Lagna che, forte di esperienze nella regia di cortometraggi e nell’ambito del montaggio cinematografico, esordisce con la sia prima regia importante, partendo da una sceneggiatura da lui stesso firmata assieme a Joe Vignola.
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Posted dicembre 9th, 2011. Add a comment

Londra. Una grande azienda sperimenta su 30.000 volontari un nuovo farmaco capace di aumentarne le prestazioni … nessuno sembra aver tenuto conto dei possibili effetti collaterali, che risultano subito devastanti. Solo una donna sembra immune al contagio derivato dal farmaco, così un agente di sicurezza della società si lancia alla sua ricerca nella speranza di produrre un vaccino e debellare l’orrendo virus.
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Posted dicembre 9th, 2011. Add a comment

Chissà se qualcuno si ricorda di questo filmaccio di Burt Brinckerhoff che, alla sua uscita nei cinema, ebbe un più che dignitoso successo (ma negli anni ’70 qualsiasi schifezza andava bene … bei tempi), un horror naturalistico in cui un reattore nucleare fa impazzire tutti i cani di una piccola cittadina americana.
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Posted dicembre 9th, 2011. Add a comment

Due poliziotti ritrovano un cadavere smembrato in un luogo abbandonato immerso in una fitta vegetazione. Il corpo sembra mangiato e, inizialmente, non si capisce se appartiene ad un uomo o una donna. Parallelamente vediamo una ragazza cercare di fare l’autostop in una strada abbandonata, con le auto che le sfrecciano attorno senza fermarsi finché un uomo non la fa salire. Inizia così una situazione grottesca dove la vittima si fonde (e si confonde) con il carnefice in un gioco letale che decreta la fine di uno di loro.
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Posted dicembre 9th, 2011. Add a comment

Una setta satanica che si nasconde dietro lo pseudonimo di “El anim id a Santa”, sta organizzando un rito satanico. Perché questo rito vada a buon fine è necessario sacrificare una ragazza vergine e dai capelli rossi. Iris, membro della setta, ha un’amica con queste caratteristiche (Sofia), una ragazza di origini Irlandesi che vive a S. Gimignano e lavora con Toscanini, noto musicista che sta lavorando ad un pezzo musicale commissionatogli proprio dalla organizzazione “El anim id a Santa”. Il sacrificio di Sofia scatena una serie di eventi in cui pentimento, sete di potere, arrivismo e scoperte, portano i vari personaggi verso una tragica fine.
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Posted dicembre 9th, 2011. Add a comment

Il protagonista del corto, dopo esser stato colpito da un pallone da basket in pieno volto, si ritrova a dover convivere con un fantasma. Purtroppo il poltergeist, o meglio i cliché su tale fenomeno (sedia a dondolo che si muove, lampadario che oscilla … ), è solo l’inizio dato che via via si scopre che forse non è davvero un fantasma ciò che inquieta il protagonista ma magari qualcos’altro … come il senso di colpa.
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Posted dicembre 9th, 2011. Add a comment
“Stavo andando a prendere il treno, e un bambino dietro l’angolo mi ha sparato”. L’idea è qualcosa di fondamentale, imprescindibile, per la riuscita di un cortometraggio indipendente. Spesso ci si trova di fronte a delle opere che, con un’estetica accattivante e una grammatica filmica corretta, tentano di nascondere l’assenza di qualsivoglia spunto creativo. Questo non è di certo il caso di E’ una giornata ideale per i pescibanana di Maurizio Failla.
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Posted dicembre 8th, 2011. Add a comment